Quando si parla di maternità, per molto tempo l’attenzione è stata esclusivamente rivolta al bambino e alla sua crescita, e la madre? In molte culture la madre aveva un ruolo centrale, poi cosa è successo? Tutta l’attenzione è stata rivolta al nascituro e la madre è diventata un “fantasma”. Ma negli ultimi anni il concetto di “matrescenza” è tornato in auge e finalmente l’attenzione si sposta perché diventare madri è una esperienza così forte da lasciare segni indelebili sul corpo, sulla mente e sullo spirito di una donna. Di qualsiasi donna. Ognuna a suo modo vive questo evento così straordinario in modo unico. Con una penna estremamente originale e affascinante la giornalista Nina Gigante, nel suo libro “Supernova”, edito da Aboca, ci regala un viaggio curioso e di profonda conoscenza che tocca il cuore. Come un bambino affascinato dalle storie che la madre racconta anche il lettore di “Supernova” si sente coccolato, pronto per un nuovo “bacio della buonanotte”. Eh sì, perché questo libro dovrebbero leggerlo tutte le neo mamme, perché è il libro che tutte le donne avrebbero voluto leggere prima di affrontare il ciclone della maternità, ma dovrebbero farlo anche gli uomini, perché – come scrive Nina – il Cervello di papà è poco studiato ma di grande importanza nella condivisione di una esperienza così rilevante.
Depressione post partum, baby blues, dule, mommy brain, violenza ostetrica (su cui Nina ci dà una forte testimonianza), sono solo alcuni dei temi affrontati con passione e una forte preparazione scientifica. Come una supernova qualsiasi madre genera un processo, un diventare.
L’atto creativo di diventare madri ci riporta al tema della cura e alla consapevolezza che si può essere madri in tanti modi, anche se non c’è un motivo biologico che unisce due anime in due corpi. La distinzione tra famiglia di sangue e famiglia di acqua, quella che ti capita e quella che scegli, non va sminuita, né tralasciata.
Tra citazioni di scrittrici (tra cui la nostre amate Dickinson e Candiani), artiste, femministe, filosofe, scienziate, questo libro è anche una denuncia verso tutto ciò che non funziona affatto e che può essere riconsiderato a partire dalla politica e dalle istituzioni ma anche da un senso collettivo di consapevolezza, come per esempio uno sguardo importante sul pentirsi di essere diventate madri dove emerge la consapevolezza di donne che non sceglierebbero la maternità dopo averla vissuta. Un libro che si legge tutto d’un fiato per la sua eleganza e risolutezza nel fornire dettagli, fatti (sia personali che di altre donne), ma che richiede anche di fermarsi sui tanti concetti espressi per riflettere affinché ogni madre possa chiedersi “come sto io?”
Nina ci ricorda l’origine della parola “madre”: origine, nutrimento, materia. La stessa radice ritorna in “materia”, ovvero ciò da cui qualcosa prende forma. È il farsi “madri”, è il divenire ciò che ci appassiona, è il processo. La Vita, così, nella sua dinamicità, immersa in quella che i cinesi chiamo Qi, l’energia del mondo. E in effetti la sensazione nella lettura di questo libro è di sentirsi abbracciate dall’universo intero, di essere parte di un tutto che accoglie pur nelle difficoltà. C’è tanto da fare, da dire, da diventare e per cui combattere. Nessuna è sola.
Da ora in poi, oltre a regalare The First Forty Days di Heng Ou, alle neo mamme regaliamo anche il libro di Nina Gigante, Supernova.
Buona lettura!