La pandemia di COVID-19 ha lasciato un segno profondo non solo sulla salute fisica globale, ma anche sul benessere psicologico della popolazione. Secondo il primo numero dell’Osservatorio dei Disturbi Emotivi e Mentali, una nuova pubblicazione mensile di “State of Mind” che si avvale dei motori di ricerca più rigorosi e avanzati di riviste scientifiche e bollettini sanitari affidabili, l’impatto psicologico del COVID-19 è tra i fattori più significativi nell’insorgenza di varie forme di sofferenza psicologica in Italia e nel mondo.
L’Osservatorio, curato da Giovanni Maria Ruggiero con la collaborazione di Sara Palmieri e Giovanni Mansueto, segnala un quadro allarmante: si registra un aumento globale del 25% dei disturbi mentali, con picchi significativi per specifiche patologie.
Depressione e Ansia: Una Crescita del 30% in Italia.
La letteratura scientifica indica chiaramente come la pandemia abbia esacerbato i sintomi depressivi e ansiosi nella popolazione generale. Fattori come la reclusione domestica, la riduzione dei rapporti sociali e il timore del rischio e del futuro sono stati determinanti. Un rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rilevato un incremento del 25% nella prevalenza globale di questi disturbi nel primo anno della pandemia. Attualmente, si stima che circa il 28% della popolazione mondiale soffra di ansia, mentre la depressione colpisce circa il 5%. In Italia, gli studi epidemiologici suggeriscono un aumento di circa il 30% dei disturbi d’ansia e depressione rispetto ai livelli pre-pandemia. Si sono osservati comportamenti come l’isolamento volontario, noto come “hikikomori”, e il cosiddetto “languishing”, uno stato di apatia e mancanza di motivazione, a metà tra benessere e depressione, caratterizzato da sensazione di stagnazione e vuoto.
Per affrontare questi disturbi, la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è considerata il trattamento d’elezione. Utili anche la terapia interpersonale (IPT) e la terapia basata sulla mindfulness.
Disturbi Alimentari: Un Aumento del 40% tra i Giovani.
Si è registrato un incremento preoccupante di casi di anoressia nervosa e bulimia, in particolare tra gli adolescenti. L’isolamento sociale, con la conseguente ricerca di compensi emotivi, ha contribuito allo sviluppo di idee e comportamenti alimentari patologici. In Italia, i disturbi del comportamento alimentare (DCA) colpiscono attualmente il 3-5% della popolazione, con un incremento del 40% dei casi tra i giovani negli ultimi anni. L’uso eccessivo dei social media è stato identificato come un secondo fattore influente, diffondendo idee e comportamenti patologici.
La terapia cognitivo-comportamentale specifica per i disturbi alimentari (CBT-E) è il trattamento più efficace. Anche la terapia familiare (modello Maudsley) è consigliata per gli adolescenti, e in alcuni casi si può integrare la terapia farmacologica con antidepressivi sotto stretta supervisione medica.
Disturbi da Stress Post-Traumatico (PTSD): +20-25% rispetto al pre-pandemia.
La pandemia ha portato a un aumento dei casi di PTSD, non solo tra coloro che hanno contratto il virus, ma anche tra chi ha vissuto lutti, isolamento o stress lavorativo. Attualmente, si stima che il 6-8% della popolazione abbia sviluppato PTSD post-pandemia, con un incremento del 20-25% rispetto ai livelli precedenti. Particolarmente colpite sono state le categorie di operatori sanitari e i soggetti che hanno subito esperienze traumatiche legate alla malattia e alla perdita di persone care.
Le terapie altamente raccomandate per il trattamento del PTSD includono la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma (TF-CBT) e la terapia di desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari (EMDR). L’EMDR può essere particolarmente indicata per bambini e adolescenti. In alcuni casi, interventi farmacologici possono affiancare la terapia per la gestione dell’ansia e dei sintomi post-traumatici.
L’Urgenza dell’Accesso alle Cure.
L’analisi dei dati dell’Osservatorio dei Disturbi Emotivi e Mentali mostra chiaramente un aumento significativo della prevalenza di disturbi mentali ed emotivi dopo la pandemia. In questo contesto, l’importanza dell’accesso a cure psicologiche e psichiatriche diventa fondamentale per affrontare queste problematiche in modo efficace e supportare il benessere della popolazione.