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Meditazione/Mindfulness: verso una nuova comprensione del benessere

5 Agosto 2025Ultime NotizieRedazione SienaSalute

Per molti la parola “meditazione” evoca immagini di mistiche trasformazioni o di una fuga dalla realtà ma la sua vera essenza è molto più radicata nel qui e ora, offrendo un cammino autentico verso l’accettazione di sé e una maggiore chiarezza nella vita quotidiana.
Inizialmente, l’approccio alla meditazione è spesso carico di aspettative strumentali. Si può credere che la meditazione sia un mezzo per ottenere qualcosa di particolare – una sorta di “moneta da inserire in un distributore automatico di benessere”. Oppure, si può cadere nella convinzione di dover “diventare qualcosa di diverso” da ciò che si è, cercando un “lifting dell’anima”. Queste visioni, come testimonia l’esperienza, possono portare a frustrazione e a sentirsi come una “lumaca che vuole essere veloce come un cavallo da corsa” per citare la psicoterapeuta Nicoletta Cinotti, desiderosa di risultati immediati e, di fatto, ostile verso il proprio stato attuale.

La meditazione è un “tornare a casa”, trovando pace semplicemente seduti radicandosi nel corpo e nel presente.

Cosa la Meditazione NON è: Demistificare Miti Comuni.

  • Non è una religione: Pur presente in diverse tradizioni, nella mindfulness è un’esperienza completamente laica.
  • Non è rilassamento: Contrariamente alla credenza comune, focalizzare l’attenzione alza il livello energetico.
  • Non è un modo per reprimere le emozioni: Rabbia e agitazione non sono nemici da sconfiggere, ma stati mentali da esplorare.
  • Non è una manipolazione interiore: Coltivare gentilezza o compassione significa “ri-cordare” la nostra vera natura, non manipolare la mente.
  • Non porta via tempo: È possibile meditare durante le attività quotidiane; la pratica informale può essere più difficile ed efficace di quella formale.
  • Non elimina le difficoltà: Le rende più facili da affrontare, non modificando i pensieri ma la nostra relazione con essi.
  • Non è egoismo: Una migliore comprensione di sé migliora la capacità di essere in relazione con gli altri.

    La Meditazione: Un Modo di Essere e di Conoscere
    In sostanza, dopo anni di pratica, si comprende che la meditazione è un modo di essere, non solo una tecnica. È un approccio esperienziale per radicarsi dove si è e come si è. Come afferma Charlotte Joko Beck, “Momento per momento siamo chiamati a decidere tra il mondo meraviglioso dentro la nostra testa e la realtà”.

    Scegliere la realtà permette a molte cose autentiche di accadere. La meditazione è una funzione di conoscenza, un modo per esercitare la nostra capacità innata di essere presenti, di vedere chiaramente e di stare con ciò che è senza doverlo cambiare immediatamente. Questo processo richiede un’accettazione radicale dell’esperienza, senza fare differenza tra le cosiddette emozioni negative e quelle positive. I cambiamenti avvengono naturalmente, seguendo una direzione di crescita e autoregolazione, non la nostra volontà o un’immagine idealizzata di noi stessi. Per crescere, dobbiamo essere vulnerabili e disponibili ad aprirci, e a volte, semplicemente stare fermi a meditare è il più grande cambiamento possibile.

    Meditazione e Psicoterapia: Una Sinergia Potente
    Un’altra importante chiarificazione riguarda la presunta contrapposizione tra meditazione e psicoterapia. La risposta è semplice: non si deve scegliere tra le due. Lavorano su piani diversi ma complementari:
  • La psicoterapia esplora la storia personale, lavora sui pattern relazionali, offre strumenti per comprendere dinamiche inconsce e fornisce uno spazio di relazione terapeutica.
  • La meditazione coltiva la presenza nel momento, sviluppa l’osservazione non giudicante, insegna a stare con ciò che è e offre un modo di essere, non solo una tecnica.
    Insieme, possono creare una sinergia potente: la psicoterapia ci aiuta a capire perché siamo come siamo, la meditazione ci insegna come stare con quello che siamo.

    La meditazione, quindi, non richiede di diventare qualcuno di diverso o di andare da qualche parte. Richiede solo di essere dove si è, come si è, ora. È sufficiente. È più che sufficiente. È tutto. Questa profonda comprensione del cambiamento, simile al “trucco annuale di apparire nuovi” delle foglie di Philip Larkin che portano la memoria dei cicli precedenti, ci invita a riscoprire chi siamo sempre stati, sotto strati di condizionamenti e aspettative. Ogni volta che ci sediamo a meditare, ricominciamo, non per cancellare il passato, ma per scegliere di essere presenti ora.
    La meditazione, in definitiva, è un invito costante alla presenza, una chiave per abitare la realtà con consapevolezza e accettazione.
Redazione SienaSalute

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