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Il Multitasking: mito o realtà?

24 Ottobre 2024Crescita personaleAngela Maria Bertucci

“Sai come si mangia un elefante? Un boccone alla volta”.
Nel 2009 uno studio dell’università di Stanford ha dimostrato che il nostro cervello non è programmato per processare più attività nello stesso momento e quindi è più produttivo se si affronta una cosa alla volta.

Il multitasking è diventato un termine comune nel nostro linguaggio quotidiano e un’aspettativa consolidata nel mondo del lavoro moderno. Siamo continuamente bombardati da notifiche, email e messaggi, e ci si aspetta che sappiamo gestire più attività contemporaneamente. Tuttavia, numerosi studi hanno dimostrato che il multitasking non solo non è efficiente, ma può anche avere effetti deleteri sulla nostra capacità di concentrarci e sulla nostra salute mentale.

Il concetto di multitasking implica l’idea di poter eseguire più compiti contemporaneamente. Tuttavia, il cervello umano è progettato per concentrarsi su un compito alla volta. Quando tentiamo di svolgere più attività nello stesso momento, in realtà stiamo semplicemente oscillando rapidamente tra esse. Questo “switching” di attenzione può portare a un calo della produttività e a un aumento degli errori. Uno studio condotto dalla task force della Stanford University ha rilevato che i multitasker abituali hanno maggiori difficoltà a filtrare le informazioni irrilevanti e a organizzare il proprio pensiero.

Oltre a compromettere l’efficacia lavorativa, il multitasking eccessivo può avere ripercussioni sulla salute mentale e fisica.
Un’altra ricerca dell’University of Sussex ha dimostrato come i danni al cervello per chi pratica multitasking siano permanenti. Gli studiosi, infatti, hanno condotto esami sul cervello delle persone che passano il tempo usando diversi strumenti digitali, ad esempio inviando messaggi con il cellulare mentre guardano la tv, e i risultati sono stati sorprendenti.

Le immagini ottenute con la risonanza magnetica hanno provato che chi pratica il multitasking ha una densità inferiore agli altri nella corteccia anteriore cingolata, ossia la regione responsabile dell’empatia e del controllo cognitivo ed emotivo.

Alcuni effetti collaterali sono:
• Stress e Ansia: passare da un compito all’altro senza sosta può aumentare i livelli di stress, portando a sensazioni di sopraffazione e ansia.
Daniel J. Levitin – neuroscienziato e psicologo statunitense – nel suo libro The organized Mind: thinking straight in the in the Age of Information Overload (Dutton Books, 2014) sostiene che quando lavoriamo in modalità multitasking, il rapido passaggio da un’azione a un’altra (context switch) comporta un notevole impegno cognitivo e provoca un incremento della produzione di cortisolo – che regola lo stress e può portare ad atteggiamenti aggressivi – e di adrenalina, l’ormone che ci mantiene in allerta.

• Affaticamento Cognitivo: La continua richiesta di attenzione e la necessità di riconfigurare il cervello per ogni attività possono portare a un affaticamento mentale.

Come sostiene Levitin, il multitasking comporta un più rapido esaurimento di glucosio ossigenato, la sostanza che ci consente di rimanere concentrati. Lavorare in questa modalità quindi causa spossatezza e stanchezza anche solo dopo poche ore.

• Diminuzione della Creatività: La mancanza di concentrazione e l’incapacità di dedicarsi profondamente a un compito possono limitare la nostra capacità di pensiero critico e creativo.

Fortunatamente, esistono strategie efficaci per difendersi dalla trappola del multitasking e ottimizzare la nostra produttività.


Ecco alcuni suggerimenti:

  1. Prioritizza le Attività: crea una lista di compiti da svolgere e ordinata in base alla loro importanza. Concentrati su un’attività alla volta e completa ogni compito prima di passare al successivo.
  2. Stabilisci Tempi di Lavoro: utilizza tecniche come il Pomodoro, che prevede blocchi di lavoro di 25 minuti seguiti da brevi pause. Questo metodo aiuta a mantenere alta la concentrazione senza sentirsi sopraffatti.
  3. Minimizza le Distrazioni: elimina le notifiche sul tuo telefono e chiudi le schede del browser non necessarie quando stai lavorando a un compito importante.
  4. Prenditi delle Pause: lasciare spazio per le pause durante la giornata è fondamentale per ricaricare le energie mentali. Attività come una passeggiata breve o esercizi di respirazione possono aiutare a ridurre lo stress e aumentare la produttività.
  5. Fai Attenzione alla Qualità del Sonno: una buona qualità del sonno è essenziale per una funzione cognitiva ottimale. Privati del sonno, i nostri livelli di attenzione e capacità di concentrazione possono diminuire drasticamente.
    Il multitasking può sembrare una soluzione conveniente in un mondo frenetico, ma la realtà è che può compromettere la nostra produttività e il nostro benessere. Adottare un approccio più mirato e consapevole al lavoro e alla vita quotidiana non solo migliorerà la nostra efficienza, ma contribuirà anche a una migliore salute mentale. Imparare a focalizzarsi su un compito alla volta può sembrare difficile all’inizio, ma i benefici a lungo termine ne varranno sicuramente la pena.
    Con il multitasking peggioriamo il livello di efficienza, perché diventiamo più lenti nel passare da un’azione all’altra e incapaci di distinguere, nel bombardamento di stimoli che riceviamo, le informazioni importanti da quelle irrilevanti.

Tuttavia ci sono circostanze in cui può essere opportuno praticare il Multitasking, per esempio nello svolgere attività ripetitive o di bassa intensità.

Angela Maria Bertucci
Counselor professionista gestisce il laboratorio per genitori di figli adolescenti e il corso di gestione del tempo e dello stress presso SienaSalute.

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