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Igiene del sonno: spunti e buone pratiche per tutelare la salute

7 Ottobre 2026Ultime NotizieRedazione SienaSalute

L’igiene del sonno comprende l’insieme dei comportamenti, delle abitudini serali e delle condizioni ambientali che favoriscono un riposo notturno profondo e ripristinante. Trattarla oggi significa andare oltre la semplice raccomandazione di dormire otto ore, affrontando il modo in cui regoliamo il nostro orologio biologico e il ritmo circadiano attraverso la gestione della luce, la regolarità della routine e il rilassamento del sistema nervoso. Nel nostro Paese, il tema è cruciale per la salute pubblica: secondo i dati delle principali società scientifiche, tra cui l’Associazione Italiana di Medicina del Sonno, circa 12-13 milioni di italiani soffrono di disturbi del sonno, con una prevalenza che supera il 10% se si considera la sola insonnia cronica e che colpisce in prevalenza la popolazione femminile. Circa un italiano su tre, inoltre, dorme abitualmente un numero insufficiente di ore rispetto alle linee guida sanitarie.

Durante il sonno profondo e le fasi REM, il cervello e il corpo svolgono processi fisiologici essenziali che non possono avvenire durante le ore di veglia. Il sistema glinfatico si attiva per eliminare le scorie metaboliche accumulate nella giornata, mentre l’organismo riequilibra ormoni chiave come il cortisolo, la leptina, la ghrelina e l’ormone della crescita. Allo stesso tempo, il cervello riorganizza le informazioni e consolida l’apprendimento e la memoria.

Per costruire una corretta abitudine al riposo è fondamentale agire su tre pilastri principali. In primo luogo occorre rispettare la regolarità degli orari, coricandosi e svegliandosi sempre alla stessa ora, anche durante il fine settimana, per rinforzare il ritmo circadiano. È poi necessario curare l’ambiente della camera da letto, mantenendo la stanza completamente buia, silenziosa e con una temperatura ideale compresa tra i 16 e i 19 gradi per facilitare la naturale discesa della temperatura corporea. Un altro aspetto cruciale riguarda la gestione della tecnologia: disattivare smartphone e schermi almeno un’ora prima di coricarsi evita che la luce blu inibisca la secrezione di melatonina. Infine, la gestione dell’alimentazione gioca un ruolo chiave, evitando sostanze stimolanti o caffeina nel tardo pomeriggio e cene troppo pesanti o alcoliche, che frammentano il sonno e ne alterano le fasi profonde.

Un ostacolo frequente al riposo è rappresentato dall’iperattività mentale e dall’affollamento dei pensieri che si manifestano proprio nel momento in cui ci si distende al buio. Quando lo stimolo sensoriale esterno diminuisce, la mente tende a elaborare le preoccupazioni della giornata o le incombenze dell’indomani, innescando uno stato di attivazione nervosa incompatibile con l’addormentamento. Per interrompere questo circolo vizioso, risulta particolarmente utile la pratica del tracciamento o dello scarico mentale guidato: dedicare qualche minuto prima di coricarsi alla scrittura libera su carta delle cose da fare o dei pensieri ricorrenti aiuta a trasferire il carico cognitivo all’esterno. Integrare questo esercizio con tecniche di respirazione lenta e diaframmatica o focalizzarsi sulle percezioni corporee permette di disattivare la risposta al ruminio mentale, segnalando al sistema nervoso che è il momento di lasciar andare il controllo.

Nel periodo autunnale, la progressiva riduzione delle ore di luce solare, il calo delle temperature e il rientro alle consuete routine lavorative possono alterare la sincronizzazione circadiana ed esacerbare l’affaticamento e lo stress. Per contrastare questi effetti è utile esporsi alla luce naturale del sole al mattino presto per almeno dieci o quindici minuti, favorendo il blocco della melatonina residua e resettando il timer biologico per la sera. Inoltre, il freddo serale invita a creare rituali di rilassamento dedicati, come una doccia o un bagno caldo prima di andare a dormire: la successiva vasocostrizione e il rapido calo della temperatura corporea inviano un segnale chiaro al cervello per l’addormentamento. Anche un movimento corporeo dolce condotto durante il giorno, unito a pratiche di respirazione o mobilità serale, aiuta a scaricare le tensioni accumulate.

L‘igiene del sonno rappresenta uno straordinario strumento di prevenzione e benessere quotidiano, ma non costituisce una cura per i disturbi strutturali o cronici del riposo. Quando la difficoltà ad addormentarsi, i risvegli frequenti o la sensazione di non aver riposato persistono per diverse settimane e impattano sulla qualità della vita, è indispensabile evitare il fai-da-te o l’assunzione autonoma di integratori e farmaci. In presenza di insonnia persistente, apnee notturne o altri disturbi del sonno, è fondamentale rivolgersi al proprio medico di medicina generale o a uno specialista in medicina del sonno per individuare le cause sottostanti e definire un percorso diagnostico e terapeutico corretto.

Redazione SienaSalute

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