Il Dottor Nicola Ulivieri, dottore di ricerca in Ingegneria dell’Informazione, in un suo recente articolo sulla riqualificazione dell’aeroporto ad Ampugnano (https://www.ilcittadinoonline.it/cronaca/provincia/la-riqualificazione-dellaeroporto-di-ampugnano-e-tutto-il-contrario-di-cio-che-va-fatto/ ) ha evidenziato il potenziale inquinamento acustico e chimico derivante dai piccoli velivoli (fino a mezza tonnellata di kerosene all’ora).
Dottore, quali sono le sue specifiche preoccupazioni sanitarie per i residenti della provincia di Siena, in termini di aumento di patologie legate all’inquinamento atmosferico e all’inquinamento acustico, specialmente considerando la prossimità a zone naturali e abitate?
Riguardo all’impatto ambientale e sanitario, non ho competenze dirette, ma le ricerche pubblicate indicano chiaramente che l’inquinamento maggiore si concentra tipicamente in un raggio di 5-20 km dall’aeroporto e lungo le traiettorie di decollo/atterraggio. I problemi di salute riscontrati a causa dell’inquinamento chimico (polveri sottili e emissioni) includono malattie cardiovascolari (come l’ipertensione), problemi metabolici (ad esempio, l’aumento dell’incidenza del diabete), problemi neurologici (come l’aumento dei casi di demenza) e patologie respiratorie croniche (come asma e BPCO, Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva). A queste si aggiungono le patologie legate all’esposizione prolungata al rumore aeroportuale, le quali, come noto, possono portare a ulteriori disturbi cardiovascolari (rischio di ictus/infarto) e problemi psicofisici (stress, irritabilità e alterazioni del sonno).
Lei afferma che l’inquinamento e il rumore causati dall’aeroporto potrebbero portare a una diminuzione del “turismo sano” che cerca la quiete della Toscana. In che modo, a suo avviso, il deterioramento della qualità ambientale (aria, paesaggio, silenzio) della zona di Ampugnano e della campagna senese in generale, si ripercuote direttamente sul benessere psicofisico non solo dei turisti, ma anche dei cittadini che fanno della salubrità del loro ambiente un elemento centrale della loro vita?
Il turismo si manifesta in infinite varietà. Pensiamo all’esperienza di chi si avventura nella foresta amazzonica con una guida indigena (come ho fatto io): nessun comfort, spostamenti su fiumi infestati da fauna selvatica, notti in amaca. Contrapponiamo questa a chi, magari in un luogo tropicale vicino, soggiorna in un hotel di lusso con piscina, pensione completa e cibo italiano.
Nonostante la vicinanza geografica, le due esperienze sono antitetiche. Nel primo caso si cerca il contatto autentico con le popolazioni autoctone, contribuendo alla loro salvaguardia. Nel secondo scenario, invece, il luogo viene plasmato e uniformato alle visioni e abitudini precostituite, impedendo al visitatore di vivere esperienze uniche. Questi diversi flussi di denaro contribuiscono, di fatto o alla valorizzazione della cultura locale o al suo progressivo svilimento ambientale e culturale.
Per questo, l’idea di incrementare i flussi turistici tramite voli costosi di piccoli velivoli verso Ampugnano solleva serie preoccupazioni. Un tale approccio rischia di attrarre un turismo che viaggia unicamente per uniformarsi a una moda: fare un selfie veloce in Piazza del Campo, consumare in fretta e ripartire con la stessa rapidità con cui è arrivato. Si tratterebbe di un turismo irrispettoso, in netto contrasto con la natura stessa di questi luoghi, che richiedono di essere visitati in punta di piedi.
Questa intrinseca, e ancora preservata, bellezza sarà però distrutta dal rumore aereo e dagli impatti di decine o centinaia di ettari destinati alla centrale elettrica abbinata all’aeroporto. Gli abitanti delle zone limitrofe perderanno la loro tranquillità e i luoghi incantati non saranno più appetibili, incidendo negativamente sul benessere e sulla qualità della vita della popolazione locale.
Il progetto include un parco fotovoltaico di 20 ettari. Oltre all’impatto paesaggistico, lei solleva il rischio di alterazioni del drenaggio delle acque piovane e dell’assetto idrogeologico. Quali potrebbero essere le conseguenze ambientali e sanitarie indirette per la comunità senese?
Ho sollevato preoccupazioni sulla necessità di una rigorosa gestione del suolo e idrogeologica dell’impianto. E’ plausibile che una copertura così estesa possa alterare il drenaggio delle acque piovane e l’assetto idrogeologico della zona, aumentando il rischio idrogeologico. Se non gestito correttamente, il vasto parco a terra può infatti aumentare il ruscellamento superficiale, potenziando l’erosione e il pericolo di alluvionamento a valle. Tali effetti ambientali indiretti influirebbero sulla qualità delle acque e sulla stabilità del suolo. Ma dove sono questi studi? Al momento non ci è dato sapere nulla. Specifichiamo che non ho nulla in contrario al fotovoltaico, anzi, ma solo se si parla di fotovoltaico su edifici preesistenti, dove l’energia prodotta viene utilizzata direttamente (autoconsumo). In questo caso invece è richiesto un consumo di suolo per un grande parco a terra che necessita di una vera e propria infrastruttura da centrale elettrica!
Le mie critiche più aspre si concentrano infatti sulla funzione di questa centrale. Essa è un pretesto finanziario per generare introiti (tramite il GSE, finanziato dai cittadini italiani) e Carbon Credits, mascherando un progetto aeroportuale destinato a produrre il massimo inquinamento. Questo porterà a una perdita definitiva del valore intrinseco della zona e alla diminuzione del turismo “sano”.
Per quanto riguarda l’impatto diretto sulla salute umana, non sono a conoscenza di letteratura che associ specificamente le installazioni fotovoltaiche a terra a patologie. Le principali e ben documentate preoccupazioni sanitarie per i residenti restano quelle legate all’attività dell’aeroporto: l’inquinamento atmosferico e il rumore.
È inaccettabile e disonesto che questo inquinamento venga negato, spacciandolo per compensato dalla presenza del fotovoltaico. Io continuo a ripetere l’esempio: se entriamo in quattro in un ascensore, due persone si mettono a fumare e due spruzzano profumo, abbiamo forse un’atmosfera salubre? Ovviamente no, ma è esattamente il contrario che certa stampa e certi politici vogliono far credere!
Lei definisce “intellettualmente disoneste” alcune affermazioni che presentano l’aereo come una valida alternativa ai trasporti esistenti e parla di una “falsa illusione di un aeroporto sostenibile”. In che modo questa disinformazione e la percezione di un progetto imposto per “speculazione finanziaria” possono influenzare la fiducia dei cittadini di Siena nelle istituzioni locali e, di riflesso, il loro senso di sicurezza e benessere civico?
Definisco “intellettualmente disoneste” alcune affermazioni, come quella di presentare il trasporto aereo come una “valida alternativa alla mobilità automobilistica e ferroviaria”. È ovvio che rilasciare tali dichiarazioni in una zona che necessita di raggiungere in modo più agevole città vicine come Firenze, Grosseto o Pisa costituisce evidente disinformazione.
Quando si veicolano queste falsità che supportano un progetto con evidenti incongruenze – come l’uso del fotovoltaico per coprire debiti, creando una “falsa illusione” di sostenibilità – si mina direttamente la fiducia. La poca chiarezza, l’ipotesi di futura espansione dei voli e l’insistenza sul turismo per “alto-spendenti” fanno percepire la gestione istituzionale come sleale e manipolativa.
Questa rottura di fiducia, unita all’imposizione di un progetto che ritengo dannoso, ha dirette ripercussioni sul senso di sicurezza e benessere civico. L’investimento in un modello di trasporto che produrrà il massimo inquinamento acustico e chimico aumenta l’insicurezza dei cittadini sulla propria salute e ambiente. L’idea di deturpare luoghi amati, promuovendo il turismo mordi e fuggi e la conseguente perdita della peculiarità della zona, minaccia il senso di appartenenza. Questa speculazione falsamente green distrugge la fiducia, facendo percepire il progetto come una grave minaccia imposta al territorio. Ricordo che, in un periodo in cui si dovrebbe puntare alla riduzione del consumo di suolo e dell’inquinamento, questo progetto fa tutto il contrario!
Lei conclude l’articolo scrivendo che la provincia senese va valorizzata per quello che è, non deturpata e inquinata. Se dovesse proporre un piano di investimento alternativo ai 34,5 milioni di euro previsti, che sia specificamente mirato a migliorare la salute e la qualità della vita dei residenti e a rafforzare l’attrattiva sostenibile di Siena, quali sarebbero le due o tre aree di intervento prioritario su cui concentrerebbe le risorse?
Un piano di investimento alternativo per Ampugnano dovrebbe avere come obiettivo primario la reale valorizzazione della provincia senese, e non la sua deturpazione e l’inquinamento che il progetto attuale a mio avviso causerebbe. Andrebbero concentrate le risorse su progetti diversi.
Anzitutto, invece di finanziare voli a corto raggio inutili e spaventosamente inquinanti, dovremmo finanziare navette dirette e ad alta frequenza verso gli scali maggiori di Firenze e Pisa. Questo offrirebbe un accesso funzionale ai voli a lungo raggio e ridurrebbe l’impatto ambientale locale. Viene sempre ripetuto che quei fondi sono solo per attività aeroportuale, ma gli stessi sponsor si dimenticano che il progetto comprende una centrale elettrica per generare introiti finanziari! Un’attività, quest’ultima, che mi risulta molto meno compatibile con l’aviazione rispetto a delle navette di collegamento a terra.
In secondo luogo, dovremmo offrire nuove attrattive e contrastare il turismo mordi e fuggi. Si potrebbe, ad esempio, creare un polo sportivo globale focalizzato sul benessere e sulle discipline a basso impatto. Questo progetto, già promosso dall’amministrazione locale di Sovicille e ideato dall’allenatore Giuseppe Giambrone (fondatore del Tuscany Camp), porterebbe benefici diretti alla comunità.
Potremmo anche potenziare la rete di ciclovie e sentieri storici per sostenere il turismo lento. Queste azioni rappresenterebbero un investimento concreto nel miglioramento della qualità della vita dei residenti, proteggendo il valore intrinseco della zona anziché inquinarlo.
Infine, quali risultati sono stati finora raggiunti con la raccolta firme per il NO indetta dal Comitato?
Attualmente, la petizione ha raccolto oltre 2000 firme tra quelle online e quelle cartacee raccolte durante i banchetti informativi.
La petizione è rivolta alle Autorità Istituzionali (Comune, Provincia, Regione, Parlamento) e agli Enti/Società Responsabili dell’Aeroporto di Ampugnano, nonché a Partiti, Associazioni di categoria e Organizzazioni sindacali. Essa chiede di fermare il progetto di riqualificazione dell’aeroporto presentato da ENAC Servizi Srl il 18 luglio 2025.
La richiesta si basa su quanto dichiarato in merito al progetto, in particolare:
• La mancanza di un Business Plan e di uno Studio di Fattibilità per un progetto venduto come “finito entro il 2026”.
• Un investimento complessivo di circa 35 milioni di euro, di cui 16 milioni destinati a un parco fotovoltaico di 20 ettari e 19 milioni per spese poco chiare.
• Il tutto per soli 8 voli giornalieri (andata e ritorno) tra Roma Urbe e Ampugnano.
Le firme raccolte saranno consegnate ai Presidenti di Camera e Senato.
Per chi vuole firmare online c’è ancora tempo ma affrettatevi:
https://www.openpetition.eu/it/petition/online/fermare-il-progetto-di-riqualificazione-di-enac-servizi-per-laeroporto-di-ampugnano-siena
Nicola Ulivieri è Dottore di Ricerca in Ingegneria dell’Informazione con Laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni (vecchio ordinamento) ed esperienza di vari anni in Ricerca e Sviluppo, sia in ambito accademico che industriale e privato.
Autore di varie pubblicazioni scientifiche e divulgative, ha maturato esperienza in diverse discipline dell’ambito engineering, sia dell’area progettazione che realizzazione. La sua principale attività ha riguardato la realizzazione, la messa a punto e l’applicazione di sistemi elettronici di misura e controllo automatici e software di classificazione dei dati acquisiti.
Questa attività si è svolta anche durante soggiorni all’estero e in scuole internazionali come docente.
Nel 2012 è tra i vincitori del concorso “Siena Carbon Free 2015” con il progetto “Forni Solari”.
Nel 2023 viene incaricato dall’Università Politecnica delle Marche per una ricerca in Etiopia sull’uso dei forni solari nelle comunità woreda.