Ogni anno, il 18 ottobre, si celebra la Giornata Mondiale della Menopausa, istituita nel 1984 dall’International Menopause Society (IMS) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L’obiettivo di questa ricorrenza è fondamentale: aumentare la consapevolezza su questa fase naturale della vita femminile, promuovere l’informazione e sensibilizzare sulle strategie di supporto disponibili per migliorare la salute e il benessere delle donne.
La menopausa, definita come l’assenza del ciclo mestruale per almeno 12 mesi consecutivi, non è una malattia, ma un momento fisiologico che segna la fine della capacità riproduttiva. Tuttavia, a causa della drastica riduzione dei livelli ormonali, in particolare degli estrogeni, comporta cambiamenti significativi che meritano attenzione. Con l’allungamento dell’aspettativa di vita, la menopausa rappresenta oggi un periodo estremamente significativo della vita di una donna. In Italia e in molti paesi occidentali, la menopausa si manifesta mediamente intorno ai 51 anni (sebbene l’intervallo normale sia tra i 45 e i 55 anni). Poiché l’aspettativa di vita supera gli 80 anni, una donna può trascorrere circa trent’anni in menopausa, un terzo della sua esistenza. Circa il 5% delle donne sperimenta una menopausa naturale precoce (tra i 40 e i 45 anni), e meno dell’1% va incontro a un’insufficienza ovarica prematura (prima dei 40 anni) (dati USA e Italia). La menopausa accelera la perdita di massa ossea. Durante i primi 5-7 anni, le donne possono sperimentare un aumento del tasso di perdita ossea che va dal 3% al 5% all’anno.
La menopausa non deve essere vista come una condanna, ma come una “occasione di salute” per adottare uno stile di vita consapevole e per intraprendere un percorso di prevenzione mirato. La Giornata Mondiale della Menopausa ci ricorda che con una corretta informazione, una prevenzione attenta e, se necessario, un trattamento adeguato (sia esso farmacologico, ormonale o naturale), è possibile vivere i trent’anni in menopausa con salute, energia e pieno benessere.